Domande frequenti

Quando il timore di aprirsi incontra la possibilità di trasformarsi...

Come capire se la psicoterapia fa per me?
Non serve stare “molto male” per rivolgersi ad un terapeuta. Talvolta basta il desiderio di conoscersi meglio, di affrontare un cambiamento o di gestire stress, ansia, frustrazione o blocchi nella vita quotidiana. La psicoterapia è uno spazio per prendersi cura di sé, esplorare i propri vissuti e capire cosa ci fa stare male… e cosa può farci stare meglio.

Cosa succede nei primi colloqui?
All’inizio ci si conosce. Si parla dei motivi per cui si è deciso di intraprendere il percorso, dei bisogni, delle difficoltà e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. È anche un momento per capire se ci si sente a proprio agio con il terapeuta, perché il rapporto di fiducia è fondamentale.

Quanto è importante il rapporto con il terapeuta?
Al di là dell’approccio, ciò che conta davvero è l’incontro con la persona. Sentirsi a proprio agio con il terapeuta è essenziale: la terapia funziona quando è possibile parlare liberamente, anche di ciò che non va. 

Perché in terapia ci si dà del “lei”?
Il “lei” aiuta a mantenere uno spazio neutro e professionale, in cui la relazione è centrata sul percorso e sui vissuti della persona. Non è una barriera o una forma di distanza, ma serve a distinguere la terapia dalle relazioni di amicizia o quotidiane, permettendo di parlare liberamente e sentirsi ascoltati senza confusione o interferenze emotive.

Quanto dura un percorso di psicoterapia?
Non ci sono regole fisse. Ogni percorso ha i propri tempi, che dipendono dalla persona, dai temi affrontati e dagli obiettivi condivisi. La cosa importante è rispettare i propri ritmi e non avere fretta: i cambiamenti profondi richiedono tempo e costanza.

La terapia guarisce?
Non è certo come una medicina immediata, ma è assimilabile alla funzione di un gesso: sostiene e protegge l’arto, mantenendolo nella posizione corretta finché non si rimette. La psicoterapia offre uno spazio sicuro per comprendere i propri vissuti, affrontare le difficoltà e sviluppare strumenti per gestirle, accompagnando gradualmente la persona verso un equilibrio più stabile.

Perché il mio terapeuta parla poco?
Il dialogo principale è con se stessi. Il terapeuta ascolta, accompagna e restituisce ciò che emerge, facendo da specchio. Anche i momenti di silenzio hanno un senso: aiutano a fermarsi, ascoltarsi e dare forma ai propri pensieri ed emozioni.

È normale sentirsi a disagio o titubante all’inizio?
Sì, è del tutto normale. Entrare in uno spazio nuovo può generare incertezza, ma è proprio da lì che inizia il lavoro. Parlare delle difficoltà iniziali è parte integrante della terapia.

 

Ogni quanto si svolgono gli incontri?
La frequenza viene concordata insieme, solitamente settimanale e tiene conto delle esigenze della persona e del tipo di lavoro che si sta svolgendo.

È costoso andare in terapia?
La psicoterapia è un investimento su se stessi e sul proprio benessere. Curare la propria salute mentale è importante quanto rivolgersi a un medico per un ginocchio dolorante: se il ginocchio fa male, non riusciamo a stare in piedi né a muoverci normalmente. Allo stesso modo, se la mente sta male, tutto rallenta e si blocca. Prendersi cura di sé significa migliorare la qualità della vita e prevenire problemi più profondi e cronicizzati nel tempo.

Quanto tempo ci vuole per vedere risultati?
Non ci sono tempi uguali per tutti. Anche piccoli progressi sono importanti e segnano il cammino verso un maggiore equilibrio. La terapia è un percorso graduale, fatto di attenzione al presente e lavoro sulle radici profonde delle difficoltà.

La terapia risolve tutto in un unico percorso?
La terapia non ha l’obiettivo di risolvere tutto in una volta. Si può immaginare come un viaggio: si percorre insieme un tratto di strada, lavorando su ciò che in quel momento è più urgente o difficile da affrontare. Durante il cammino si esplorano emozioni, pensieri e vissuti, cercando di alleggerire il peso di ciò che fa soffrire e di scoprire risorse inesplorate. Nella vita può capitare di avere il desiderio di riprendere il percorso, con lo stesso terapeuta, o con un altro professionista, a seconda dei momenti, delle sfide emotive o dei cambiamenti che si stanno vivendo. Ogni percorso è un pezzo del cammino: non si tratta di arrivare alla fine in una volta sola, ma di imparare a camminare meglio e con maggiore consapevolezza.